FLASH FORWARD, il secondo blackout

FFrevised.jpg IL  12  MAGGIO  IL  PIANETA

E’  ANDATO  IN  BLACKOUT

PER  LA  SECONDA  VOLTA

PER  2  MINUTI  E

17  SECONDI

TUTTO IL MONDO HA VISTO

IL  FUTURO

Grazie a MOSAICO si è appresa la testimonianza di un giovane dai risvolti nefasti. A seguire la deposizione firmata:

Era una giornata normalissima, come tante, senza accorgermene ho fatto un balzo in avanti di 3 anni esatti, era il 12 maggio 2013, lo so per certo perché stavo firmando un documento proprio sotto la data.

E’ stata una situazione incredibile, pur essendo da solo, con questo documento tra le mani, avevo in testa una percezione globale, una sorta di visione del mondo con un grandangolo elevato all’ennesima potenza, era come se fossi consapevole della storia dell’umanità.

Mi trovavo in Italia, la tensione era palpabile, la gente aveva paura.

La natura saccheggiata senza ritegno da decenni si scatenava con stravolgimenti di stagioni, terremoti, alluvioni, onde anomale.

La maggiorparte delle famiglie erano al di sotto della soglia di povertà, pochissime famiglie avevano ancora entrambi i genitori che lavoravano, in quasi tutte un unico genitore lavorava in nero, sottoposto a turni massacranti, senza diritti e con stipendio a malapena sufficiente per il sostentamento minimo.

Le strade erano desolate, dove una volta c’erano negozi, ora rimanevano scheletri di macerie, luoghi dati alle fiamme dopo essere stati saccheggiati.

I delinquenti erano assolutamente impuniti, le forze di polizia, completamente prive di risorse, avevano il diniego per le procedure elementari di individuazione dei colpevoli, e semmai fossero arrivati ad un processo, era il trionfo dei cavilli procedurali. I delinquenti la facevano definitivamente da padroni ed il popolo era servile.

Le grandi aziende, dopo aver negli ultimi anni giocato una partita al ribasso, non avevano più mercato. Tutte le produzioni erano state trasferite nei paesi in via di sviluppo, secondo una non-logica del risparmio. Gli operai senza lavoro non avevano avuto modo di riciclarsi, lo Stato degli ultimi anni non aveva “interesse” ad investire in nuove e più etiche forma di economia. Ad intere famiglie veniva meno la capacità di acquisto ed in brevissimo tempo le “furbe” aziende non ebbero più clienti.

Nel settore pubblico i tagli affinché le ultime risorse saccheggiate ai cittadini potessero continuare ad arricchire il manipolo della cricca, avevano mietuto le ultime vittime. I precari erano finalmente diventati stabili… stabilmente disoccupati.

I pochi rimasti con un lavoro si sentivano di derubare quel che potevano, dalle penne, alle cartuccie, al tempo. L’esempio veniva dall’alto. Erano stati gli anni del trionfo dei tronfi, dei prepotenti, dei “furbi”. E i poveri cristi, deufradati di tutto, in attesa di almeno 6 mensilità di stipendio arretrate, senza più versamento dei contributi, si sentivano aderenti allo “Stato” accontentandosi delle misere briciole rimaste.

I bambini erano privi di risorse, in casa situazioni difficili, la scuola ormai allo sbando. Pochi insegnanti senza mezzi, demotivati dalla mancanza di risorse, stressati dalla loro situazione personale, impotenti con classi di 28-32 bambini che, cresciuti nell’individualsmo sfrenato, prendevano il sopravvento.

La scuola non poteva definirsi più tale e le famiglie che fino a poco tempo prima si erano sentite sicure e privilegiate per aver scelto la scuola privata, ora temevano il presente ed il futuro. I loro figli non potevano essere chiusi sotto campane di vetro ed erano stati formati per saper leggere, per imparare a memoria i versi omerici, per fare le equazioni velocemente, ma non avevano mai “perso tempo” per una lettura critica di un quotidiano, non conoscevano progetti di integrazione multiculturale, non erano mai stati al fianco di un bimbo Rom, erano impreparati a stare al mondo e non avevano i mezzi per un discernimento costruttivo.

La gente si guardava torva un con l’altra, valori quali solidarietà, giustizia, correttezza, rispetto, erano stati completamente calpestati e nessuno pareva più averne traccia nella memoria. I rari soggetti che tentavano di alzare la testa, di dissentire, venivano impiccati in piazza, così che fosse da monito per gli altri.

Ho guardato attentamente il documento che avevo in mano, era una mia dichiarazione di fine della civiltà, di fine della democrazia, di fine del mondo.

In fede

Futuro Prossimo

Dedico questo post a Mariarca Terracciano, morta dopo una protesta estrema. Si toglieva 150 milligrammi di sangue al giorno, per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi dalla Asl Napoli 1. Quando ho letto la notizia ho pianto. Mariarca ha lasciato 2 figli di 10 e di 4 anni. Mariarca non è una realtà così lontana da noi. MARIARCA SIAMO NOI.


FLASH FORWARD, il secondo blackoutultima modifica: 2010-05-16T17:18:20+00:00da monia-d
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento