UN’ALTRA ITALIA si sta destando

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mobilitazione di massa GIOVEDI’ 20 MAGGIO ORE 17.00 DAVANTI AL MIUR.

Ieri, 17 maggio 2010, come molte altre mamme a papà. ho dovuto prendere un permesso al lavoro non per potermi godere le mie figlie, la cosa che più desidero sempre, ma per difendere il loro futuro e quello di tutti i bambini, ragazzi, di questa Italia sempre più misera di valori.

Ieri era uno dei giorni di apertura al pubblico e agli uffici del Provveditorato in via Pianciani, eravamo circa 150 persone, molti genitori di diverse scuole, docenti, dirigenti scolastici (guarda il video del TG3).

Personalmente desidero ringraziare Alessandro Calgani, coordinatore del gruppo IDV di Roma del VII municipio, da me contattato per sollevare la questione, il quale, pur non conoscendomi, mi ha fatto telefonare dalla sorprendente Antonella Sassone che non solo ha partecipato con noi alla protesta, ma si è fermata più di me al Provveditorato, dandoci il suo appoggio. Un abbraccio all’amico Alessandro Ferrucci de Il fatto quotidiano, venuto anche lui al Provveditorato per tastare il polso della protesta, e a Caterina Perniconi che si è poi occupata dell’articolo uscito oggi.

Presenti anche altri politici e giornalisti. Delle televisioni, solo Rai3, ultimo baluardo dell’informazione.

Noi protestanti siamo riusciti con qualche difficoltà a raggiungere il terzo piano, dove ha sede l’ufficio della responsabile Novelli.

Alla richiesta di poterle parlare, i “manifestanti” sono stati invitati ad andarsene e sono stati chiamati rinforzi dell’arma.

Dotati di un paio di megafoni, genitori e docenti abbiamo esposto striscioni, cartelli e messo in bella mostra bambole con la maglietta simbolo della protesta di “non rubateci il futuro” (qui un video di 8 minuti)

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La Novelli si è rifiutata di uscire.

Dopo 2 ore e mezza di occupazione, la Novelli si è detta disponibile ad accogliere una delegazione di pochi individui se gli occupanti fossero scesi nell’atrio, mentre le forze dell’ordine intimavano di scendere prima che iniziassero i riconoscimenti ufficiali per le denuncie.

Dopo un dibattito tra i manifestanti, si è deciso di scendere senza uscire dall’atrio e da quel momento la situazione ha rasentato il ridicolo.

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Pur essendo rimasti al terzo piano solo le 10 persone della delegazione, e pur essendosi asserragliati i carabinieri davanti alle porte di accesso alle scale per evitare iniziative volte a rioccupare il terzo piano, la Novelli si rifiutava di parlare con la delegazione, perché non eravamo usciti nell’atrio esterno al gabbiotto di entrata. Per un’ora genitori e docenti, ormai al piano terra, si sono rifiutati di uscire dalla porta.IMG_0951.jpg

Gli occupanti hanno detto no e si sono detti disponibili a dormire dove erano, cosi intorno alle 18.30-19.00, finalmente la Novelli iniziava a parlare, per riferire semplicemente che nulla si poteva fare e che la situazione era semplicemente quella.

Alle 19.30 il comitato genitori-insegnanti stava preparando un comunicato, in cui si ribadisce che la lotta per i nostri diritti continua e che ci sarà un presidio / assemblea GIOVEDI’ 20 MAGGIO ORE 17.00 DAVANTI AL MIUR.

Da giorni molte scuole in tutta Italia sono presidiate, tantissime le iniziative locali contro la D-istruzione pubblica, molti i gruppi su facebook che dicono no all’assurda riforma Gelmini. Nei 4 giorni di Roma per la scuola, così definiti dal comitato “non rubateci il futuro”, partiti oggi, ci saranno sfilate in strada, presidi negli edifici scolastici, manifestazione davanti al Ministero e oggi sarà la volta degli atenei, mentre sta montando la protesta nelle scuole superiori (vedi una testimonianza riguardante medie e superiori).

IN TUTTA ITALIA MONTANO LE PROTESTE INASCOLTATE VERGOGNOSAMENTE DA MESI !

Genitori ed insegnanti a turno, tra slogan e battiti di mani, hanno tentato di spiegare le loro ragioni.

I tagli all’organico non solo creeranno nuova e preoccupante disoccupazione, in un periodo economico di grande crisi, ma daranno uno scossone all’attuale sistema-scuola, frutto di lotte negli anni ’70 per l’ottenimento del tempo pieno.

E mentre genitori e insegnanti urlano la loro rabbia e la loro frustrazione per la precarietà della  formazione dei bambini di oggi, cittadini di domani, il ministro Maria Stella Gelmini dichiara ai media l’aumento delle classi a tempo pieno.

Nella realtà, un semplice, banale gioco di parole, per l’ennesima volta manipola l’informazione data alla popolazione. Facilmente si può confondere la modalità tempo pieno con le 40 ore settimanali. Ma il tempo pieno è un sistema didattico, che si basa su 2 docenti oltre agli insegnanti per i vari laboratori, la lingua straniera ed eventualmente per la ginnastica. Il tempo pieno STRUTTURA le 40 ore settimanali per una formazione complessa ed interdisciplinare dei bambini con strumenti di recupero ed attenzione agli individui che dovessero necessitare di ulteriori approfondimenti, per gli importantissimi lavori in piccoli gruppi, per le uscite didattiche, per una scuola costruttiva che non abbia come unico fine l’indottrinamento, ma la formazione critica dei soggetti, tutte cose possibili esclusivamente senza eliminare la già esigua compresenza degli insegnanti.

Con un semplice gioco di parole, il MIUR rimanda la palla ai dirigenti scolastici, dicendo che è un loro problema garantire le 40 ore settimanali con le risorse, ridotte, che hanno.

Il loro è un semplice calcolo algebrico, un certo numero di insegnanti, di italiano, di matematica, di inglese etc., copre un certo numero di ore che, divise per le classi richiedenti il tempo pieno, UTILIZZANDO LE COMPRESENZE possono coprire le 40 ore richieste, realizzando così, alla faccia del maestro unico, nostalgico simbolo tanto caro alla Gelmini, classi “spezzatino”. In un’unica giornata possono vedere alternarsi anche 5-6 docenti, senza alcuna continuità didattica, insegnanti con la mera funzione di tappabuchi, per non parlare che già oggi, a causa delle mancate risorse erogate dallo Stato, che pur finanziando annualmente non copre l’enorme debito che ha nei confronti delle tantissime scuole pubbliche, spessissimo le compresenze vengono utilizzate per coprire eventuali mancanze di insegnanti, non avendo soldi per pagare le supplenze.

Inoltre, essendo obbligati ad utilizzare le importanti ore di compresenza per la copertura a spezzatino, nel giro di pochissimi anni, non avendo neanche più questa risorsa, utilizzata per tappare i buchi, rimarrà soltanto l’opzione 22 o 27 ore.

Inutile dire, che oltre ai già citati problemi relativi alla funzione della scuola, che non può essere considerata al pari di una catena di montaggio, sminuendo la grandiosa complessità che la contraddistingue e costituisce la sua ricchezza, dove non si può parlare in termini di efficienza quantitativa a discapito della qualità, rimane il problema insormontabile di una società che per l’ennesima volta risulta non essere a misura di famiglie.

Le famiglie vedono entrambi i genitori lavoratori, quando non trattasi di separati con ulteriore aggravante per i piccoli cittadini d’Italia.

Ci saranno dei bambini che rimarranno esclusi dal tempo pieno, cosa inevitabile se i dirigenti scolastici hanno una coscienza ed un’etica professionale e ahimé per i genitori che incapperanno in dirigenti, che con molta più semplicità e tranquillità personale, si adegueranno al sistema. Questi bambini che usciranno tra le 12.30 e le 13.30 chi troveranno fuori da scuola? Quale genitore potrà permettersi di rinunciare al lavoro, e quale potrà organizzarsi con una babysitter?

La situazione è grave, e le informazione trasmesse false e manipolate. ALTRE NOTIZIE DA ALTRE SCUOLE.

I nostri figli non si toccano.

Monia D’Ambrosio

Mamma di 2 bambine.

 

UN’ALTRA ITALIA si sta destandoultima modifica: 2010-05-18T01:00:00+00:00da monia-d
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2 pensieri su “UN’ALTRA ITALIA si sta destando

  1. La situazione cui si è giunti è il risultato di decenni di politica “del tutto a tutti” tipica del centrosinistra. Guarda caso, i Paesi in maggiore difficoltà, Spagna. Grecia, Portogallo sono guidati da “sinistri”.
    Solo il rigore di questo governo, potrebbe impedirci di precipitare. Non si può cavare sangue da una rapa.

  2. Questo accanimento con la sinistra non è costruttivo, serve solo a dare risposte di comodo. Per precisione, fino al ’92 in Italia al Governo sono praticamente sempre stati i democristiani con l’appoggio dei socialisti. Solo dal 1976 c’è stato un allargamento verso il PCI che però non è stato al Governo ma ha avuto solo seggi al Parlamento. E’ noto a tutti che la maggiorparte dei democristiani e socialisti si sono principalmente riciclati nell’attuale partito di maggioranza, quindi….
    L’aggravante sta nel fatto che molti imprenditori “miracolati” dalla Prima Repubblica, per non veder finire arrosto la loro gallina dalle uova d’ora, hanno personalmente preso in mano le redini del paese, GESTENDOLO SPREGIUDICATAMENTE A LORO USO E CONSUMO. La parola “rigore” mi inciampa sui denti quando parlano di scudo fiscale, di depenalizzazione del falso in bilancio, di condoni PREAVVISATI… Oltretutto, con la situazione di grave crisi che stiamo vivendo, questo sedicente Governo “del fare” ha come priorità il divieto delle intercettazioni, il bavaglio alla libera informazione…
    Non si potrebbe cavare il sangue da una rapa, eppur nella certezza che rape dimostriamo di essere, ci stanno dissanguando per elargire risorse non con la comunque sbagliata logica del “tutto a tutti”, ma con la peggior consapevolezza di quanto più possibile a chi mi fa comodo.

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